Sia RSS (Nasa) che soprattutto UAH (Alabama) indicano un aumento modesto per il mese di luglio del Global Warming. Vediamo perché.
Nel primo grafico possiamo vedere la serie dei dati RSS. Nel secondo grafico troviamo la serie dei dati UAH.
Il satellite AQUA ha trasmesso i dati di luglio 2011 ai due principali centri di rielaborazione internazionali: la Nasa, che produce l'indice RSS, e l'Università dell'Alabama, che produce l'indice UAH. Ricordiamo che i dati che riportano sono le anomalie termiche rispetto alla media trentennale delle misurazioni satellitari, anzi ad essere più precisi UAH fa riferimento al periodo 1981-2010, mentre RSS al periodo 1979-2000. Entrambi indicano un aumento contenuto rispetto al mese di giugno 2011: RSS infatti passa da +0,30°C a +0,32°C, mentre UAH passa da +0,32°C a +0,38°C.
Un aumento che non rappresenta certo una sorpresa. Stiamo infatti uscendo da una Niña forte e le temperature degli oceani tropicali sono salite negli ultimi mesi, in particolare quelle della zona ENSO, o meglio Niño 3.4. A dir la verità il mese di luglio 2011 ha visto un calo delle anomalie termiche degli oceani tropicali, che si sono avvicinate alla neutralità. Ma come si sa, tra oceani e troposfera vi è sempre un lag temporale di alcune settimane.
Cosa dobbiamo attenderci per i prossimi mesi? Le previsioni per l'area ENSO indicano che nel periodo autunnale potrebbe rinascere una nuova Niña che nel corso del prossimo inverno potrebbe anche assumere caratteristiche medio-forti. Se tali previsioni verranno rispettate, il calo in area tropicale delle SSTA oceaniche si riverbererà sicuramente alla troposfera e quindi ai dati satellitari. Sempre che altre aree oceaniche non aumentino in modo netto controbilanciando il calo: ad esempio, nel mese di luglio sono aumentate molto le anomalie in area subartica e artica.
Infine un cenno ai due grafici qui riportati. In essi è rappresentata l'evoluzione delle anomalie termiche troposferiche a partire dall'inizio delle rilevazioni satellitari, il 1979. In entrambi i grafici appare chiaramente la fase di stasi dell'ultimo decennio: se dovesse riproporsi una nuova Niña moderata o forte, tale stasi potrebbe anche trasformarsi in lieve calo.
Aldo Meschiari
Fonte Meteogiornale
|