Parentesi mite prima del ruggito gelido dell'Inverno PDF Stampa E-mail
Scritto da Alfredo Corinaldesi   
Sabato 04 Dicembre 2010 23:08
Sarà un vero gioco degli estremi termici quello che ci attende nel corso dei prossimi sette giorni. Dapprima saranno le correnti sub-tropicali a dominare lo scenario meteo italiano per circa quattro giorni: una breve parentesi pseudo-primaverile. Poi, tra il 9 ed il 10 dicembre, scenderà come una furia l'Artico a riportarci imperiosamente in Inverno.


Non saranno di certo contenti i meteoropatici d'Italia, e credo non siano pochi, a sapere che nel corso di una settimana avremo ben due salti termici davvero notevoli.Il primo inizierà già nelle giornate di domani e dopodomani, con un aumento termico alla quota di 850 hPa di ben 10°C. Successivamente, dopo solo 3/4 giorni, vi sarà un nuovo crollo termico di circa 12°C, sempre alla quota di 850 hPa. A subire maggiormente gli effetti di queste escursioni termiche più consone ad un clima continentale saranno le regioni peninsulari: qui infatti i venti caldi meridionali regaleranno prima l'illusione di un anticipo della primavera per poi subito squarciare i veli illusori delle correnti subtropicali attraverso un'imponente irruzione artica. Il Nord invece, pur risentendo anch'esso di una forte escursione, rimarrà più riparato, avvolto come spesso è durante le fasi dominate da venti meridionali da nebbie, pioviggini e brume.

 

 

 

 

Paradossalmente oggi raggiungerà l'apice l'irruzione artica che già da ieri sta colpendo l'Italia, con le ultime nevicate di scarso rilievo al Nord e il freddo che continuerà a penetrare verso sud. Ma già da domani lo scenario barico inizierà a cambiare. Come possiamo vedere nella prima Multi MTG, la saccatura artica semipermanente europea, collegata al nocciolo del VP situato nel nord della Scandinavia, si estenderà in moto retrogrado verso ovest, fino ad andare ad affondare in pieno Atlantico. Tale azione, o meglio reazione, sarà la conseguenza di una potente risalita di masse d'aria di origine subtropicale che arriveranno a invadere le terre meridionali della Groenlandia, con asse fortemente inclinato.

 

Durante il periodo che andrà dal 5 dicembre al 9 dicembre le regioni meridionali torneranno a toccare o a sfiorare i +20°C nelle massime, mentre, come dicevamo, la Pianura Padana vedrà aumenti più contenuti, anche a causa della presenza di nebbie, foschie e piovaschi. Da rimarcare che il tempo al Nord non sarà stabile: rimarrà infatti un certa instabilità causata dallo scirocco umido che soprattutto in prossimità delle Alpi darà origine a piogge, oltre che a nevicate in quota. Rialzo termico invece molto sensibile sulle aree appenniniche, dove i venti meridionali arriveranno direttamente: purtroppo ciò potrebbe significare che buona parte del bottino nevoso accumulato in questi giorni soprattutto nell'Appennino settentrionale potrebbe andare perduto. Anche le Alpi vedranno aumentare le temperature, ma in modo meno intenso.

 

 

Già nel corso della giornata del 9 dicembre lo scenario barico muterà radicalmente, come possiamo vedere nella seconda Multi MTG. Mentre la saccatura artica che si era estesa sino all'Atlantico si sarà ridotta a goccia fredda, sul suo fianco orientale vi sarà una imponente risalita di aria calda subtropicale, che andrà a costituire un potente blocco alto pressorio, esteso dal Marocco sino alle coste meridionali della Groenlandia. Tale invasione calda andrà a attivare una conseguente irruzione di aria fredda di matrice artica verso l'Europa centro-meridionale. Questa volta però la saccatura artica scenderà più ad est ed avrà come target con tutta probabilità la Penisola Balcanica. Ciò non impedirà che nella giornata del 10 dicembre e successivi, forti venti di Maestrale, di Bora e successivamente di Grecale causeranno un sensibile calo termico su tutto il paese, in modo progressivo e per alcuni giorni. Da non dimenticare il fatto che le correnti di Tramontana potrebbero dare vita a Föhn freddo sulle regioni di nord-Ovest.

 

 

Ancora è poco chiaro quanto spingerà da ovest il promontorio subtropicale e quindi quanto sarà spostato verso est l'asse della saccatura artica. Ovviamente ciò sarà fondamentale per capire la reale portata di questa nuova irruzione fredda. Non è inoltre da escludere che la saccatura, evolvendo in goccia fredda, possa invorticarsi e ricadere sull'Italia o prossimità di essa nei giorni a seguire.

 

 

In conclusione passeremo dall'Artico all'Africa e di nuovo all'Artico nel giro di una settimana.
Oltretutto esiste la possibilità che la nuova fase invernale possa essere duratura e intensa. Ma di questo è meglio riparlare nei prossimi giorni.

 

 

Aldo Meschiari

Fonte Meteogiornale:it

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Dicembre 2010 10:04
 
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